Tumore? La soluzione che arriva dalla Luna

Siamo ormai abituati a demonizzare tutto ciò che è italiano, soprattutto nella sanità. Così ci siamo abituati ad affrontare anche argomenti delicati come la lotta ai tumori, con un atteggiamento passivo e pessimista.

Ma la salvaguardia della vita umana ha bisogno di speranza e di perseveranza e non si può ridurre tutto al “che Dio ce la mandi buona”.

Ad accendere questo lume di speranza ci pensa un articolo saltato ai nostri occhi de Il Giornale. E così, dopo la notizia della scalata di Luca Parmitano al posto di comando della Stazione Spaziale Internazionale, ecco che scopriamo l’esistenza del direttore della Chirurgia vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo del Rizzoli di Bologna, il dott. Alessandro Gasbarrini.

Il precedente riferimento all’astronauta Luca Parmitano non è casuale. Gli astronauti infatti sono in grado di stampare in 3D, direttamente dalla Luna, i pezzi delle stazioni spaziali.

Scatta così la scintilla nella testa del dott. Alessandro Gasbarrini, che tra così l’ispira per una nuova tecnica tecnologicamente avanzata che apre nuove strade alla lotta al tumore.

“Se ci riescono loro sulla Luna, possiamo riuscirci anche noi in Sala Operatoria”, questo è il mantra di Gasbarrini.

In una intervista alle Iene, l’inventore della nuova tecnica spiega come il suo staff, grazie all’aiuto di ingegneri del Rizzoli che ricostruiscono la parte di osso malata partendo dalle immagini della Tac e della risonanza, sia in grado di sostituire la protesi in 3D attraverso un delicatissimo intervento.

Un’operazione tra l’altro molto delicata poiché il rischio di toccare un nervo e rendere il paziente paralizzato è molto alto.

In sostanza questa tecnica innovativa riguarda quel tipo di tumore che attacca la colonna vertebrale: così, quando un cancro attacca le costole e le vertebre, il dottore studia quelle malate e le riproduce con una stampante 3D.

Attraverso l’utilizzo dei classici strumenti da sala operatoria come pinze, martelli, bisturi, forbici ecc… viene estratta la parte malata della costola o l’intera vertebra, e viene sostituita con la protesi in 3D.

Il dott. Alessandro Gasbarrini guarda sempre al futuro e così, tra appunti vari, ci dice che “Il futuro è riuscire a creare una vertebra di osso”, una protesi cioè fatta di materiali completamente assorbibili dal corpo.

Quasi dimenticavo di dire che nonostante il pessimismo cronico nei confronti dell’italica sanità, il Servizio Sanitario Nazionale copre per intero questo tipo di intervento.

Nel fare i complimenti alla nostra Eccellenza italiana, il Dott. Gasbarrini insieme al suo staff, vi invitiamo a guardare il servizio delle Iene.

Potrebbe anche interessarti "Pronto Soccorso: se bastasse cambiare i colori, ci metteremmo l’arcobaleno"

Condividi