Ho scritto un libro : “La vera ricetta della Amatriciana”: Volete che ve la dica?

Ok. Ve la scrivo.

Questa è la ricetta, per 4 persone, che mi ha lasciato mia nonna e che è riconosciuta ufficialmente anche dal Comune di Amatrice:

500 g di spaghetti, 125 g di guanciale, un cucchiaio di extravergine, un goccio di vino bianco secco, 6 o 7 pomodori San Marzano o 400 g di pomodori pelati, un pezzetto di peperoncino, 100 g di pecorino grattugiato e sale quanto basta.

Ecco, adesso siete tranquilli. Però, il giorno che vostro figlio ve la chiederà, potrete rispondere con certezza, pur insidiati da un dubbio. Il dubbio è questo.Immaginiamo che, a distanza di anni, l’amato erede dovesse invitare a pranzo voi e vostra moglie e vi proponesse un’amatriciana modificata, o meglio, come dicono i grandi cuochi, “rivisitata”, magari con aglio, rosmarino e olive taggiasche, voi come reagireste?

Mi sembra di sentire la vostra risposta :«Credo bene. Primo, perché è mio figlio; secondo, perché, magari, mi piace pure…». Ecco, questo è ciò che volevo sentirvi dire.

Dunque, facciamo questa osservazione: se qualcuno nell’Amatriciana ci mette la cipolla, il parmigiano e i pachino, se altri aggiungono o tolgono preziosi ingredienti, noi ci dobbiamo calare nella posizione del genitore illuminato, il quale dice: “Figlio mio, io ti ho dato la giusta ricetta; però sappi che questa è solo un punto di partenza e tutte le modifiche che tu vorrai apportare, alla luce della tua esperienza, io le considererò non come un tradimento, ma come un arricchimento; anzi, come l’affermazione della tua personalità.» Vale per i figli e per gli sconosciuti.

C’è solo una postilla per gli chef (purtroppo, stando alle mode, i cuochi non esistono più!): se non applicate la ricetta originale, scrivete sul menu “Amatriciana a modo mio”. Poi siete liberi di cucinarla come vi pare.

Infine una raccomandazione. non risparmiate sugli ingredienti. Per esempio, io uso spaghetti Zocchi, prodotti da oltre 150 anni dal Pastificio Masciarelli di Pratola Peligna (www.dazocchi.it), guanciale SANO di Amatrice, polpa di pomodoro o San Marzano POMILIA, pecorino romano e evo della Sabina. Anche voi in casa avrete i vostri buoni prodotti sui quali non è il caso di risparmiare: un guanciale leggermente rancido rovina tutto il piatto.

Ah, dimenticavo…il libro. Si tratta di un raccontino che descrive la nascita della gricia e, conseguentemente, dell’amatriciana. Si trova su internet, ma preso lo pubblicherò gratis su questo sito.

Scusate, vi lascio: mi è venuta fame!

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