Bruno Vespa… il giornalismo che non ci piace

Sta creando molta polemica e irritazione l’intervista di Bruno Vespa a una vittima di violenze, Lucia Panigalli.

Più che per i contenuti dell’intervista stessa, è stata la conduzione del presentatore a creare polemiche e indignazione tra l’opinione pubblica.

Forse sarebbe bastato ascoltare e assecondare le preoccupazioni di Lucia Panigalli, invece il conduttore di Porta a Porta ha peccato (ma non è la prima volta) di protagonismo e di saccenza mettendo un carico sul peso dell’umiliazione già subita dalla donna.

L’intervista nasce in seguito alla scarcerazione di Mauro Fabbri, ex compagno della Panigalli che nel 2010 la aggredì con calci, pugni e con un coltello.

Fabbri, che conobbe Lucia in una balera, ha scontato una pena di 8 anni per tentato omicidio. Ma non è stato questo l’unico tentativo di ucciderla; infatti dal carcere ha commissionato al suo compagno di cella l’omicidio della sua ex in cambio di 5000€, una macchina e un trattore.

Per quest’ultimo tentativo non ha subito nessuna condanna in quanto il fatto non è poi avvenuto e la legge non prevede il processo alle intenzioni.

Oggi Lucia vive sotto scorta ed è ovviamente preoccupata della scarcerazione per buona condotta dell’ex compagno che è tornato a vivere a soli quattro chilometri da casa sua, nel ferrarese.

Di fronte ad una situazione del genere era difficile usare le parole sbagliate, ma a quanto pare Bruno Vespa ci è riuscito egregiamente, mettendo in campo tutta la spocchiaggine possibile mista all’atteggiamento saccente e prepotente che ha riportato subito alla mente la celebre frase del Marchese del Grillo “Io so io… e voi non siete un c…o

Così, mentre donna stava ripercorrendo con la memoria un tragico momento della sua vita, il pubblico di Porta a Porta ha assistito ad un atteggiamento teso a minimizzare l’evento e soprattutto a frasi del tipo “Per la giustizia lui è innocente“, “almeno lei una scorta ce l’ha, a differenza di altre donne”, “se avesse voluto ucciderla, l’avrebbe fatto”. Oltremodo fastidioso è stato uno dei tanti sorrisini che hanno accompagnato la frase “Esiste ma non è un reato” in risposta alla spiegazione che stava dando Lucia Panigalli “È stato assolto perché il reato non è previsto, non perché non esiste” in merito alla scarcerazione e al mancato pentimento dell’ex compagno.

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Di contro Bruno Vespa si difende dalle accuse del FNSI (Federazione Nazionale della Stampa): “Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall’avvocato della sua presunta vittima.
La cosa è tanto più grave perché le principali agenzie di stampa avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell’avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli. La trascrivo di nuovo nel caso fosse sfuggita alla Fnsi”. In un passaggio della lettera infatti, l’avvocato Giacomo Forlani, legale della signora Lucia Panigalli, ringrazia Bruno Vespa “per la sensibilità mostrata nei confronti di un caso umano“.

Avrà sicuramente agito in buona fede il presentatore ma a quanto pare, almeno per quella sera, il buon senso è stato dimenticato nel cassetto di casa.

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